Diodo di bypass attivo: cosa significa e quando preoccuparsi

Un impianto che produce meno del previsto non dice dove sia il problema. Tra le cause più frequenti che la termografia permette di localizzare c’è il diodo di bypass attivo. Vediamo cosa significa, come si riconosce e quando serve intervenire.

Cos’è un diodo di bypass

Ogni modulo fotovoltaico è formato da più gruppi di celle collegate in serie (sottostringhe). A ciascun gruppo è associato un diodo di bypass, di norma nella scatola di giunzione. Se un gruppo non riesce a produrre normalmente, per esempio perché è ombreggiato o ha celle danneggiate, il diodo lascia passare la corrente “aggirando” quel gruppo. Così il resto della stringa continua a lavorare.

Cosa si vede in termografia

Con il modulo in produzione e sole pieno, un diodo di bypass attivo si manifesta con un pattern termico caratteristico: una parte del modulo (di solito una sottostringa) appare a temperatura diversa dal resto, e la scatola di giunzione può risultare più calda. È un dettaglio che da terra e a occhio nudo non si nota, e che il monitoraggio da remoto vede soltanto come un calo di produzione, senza indicare dove.

Quando è un problema

  • Temporaneo: un’ombra passeggera o dello sporco localizzato possono attivare il diodo; se la causa sparisce, il modulo torna normale.
  • Persistente: se lo stesso modulo mostra il pattern a ogni ispezione, la sottostringa non sta producendo e l’energia persa si accumula nel tempo.
  • Insieme ad altri segnali: un diodo che lavora in modo anomalo, o una scatola di giunzione surriscaldata, vanno verificati perché possono avere implicazioni di sicurezza.

Un esempio

In un impianto da 70 kW in provincia di Verona, il proprietario lamentava prestazioni incongruenti con la potenza installata. L’analisi termografica ha rilevato, su 180 pannelli, 35 con un pattern termico riconducibile a un diodo di bypass attivo, 10 con una scatola di giunzione surriscaldata e 3 con alcune celle in sovratemperatura. Il dettaglio è nella pagina lavori realizzati.

Cosa fare

  • Far eseguire una termografia con irraggiamento adeguato (vedere come lavoriamo).
  • Confrontare i moduli interessati con la mappa dell’impianto e con la garanzia del produttore.
  • Rimuovere le cause evidenti (sporco, ombreggiamenti) e rifare il controllo sui moduli dubbi.
  • Sostituire i moduli con anomalie significative, valutando se rientrano in garanzia.

Domande frequenti

Un diodo di bypass attivo significa che il modulo è rotto?

Non necessariamente: può dipendere da ombra o sporco. Se il pattern è persistente, indica una sottostringa che non produce e va verificata.

Lo vedo dal monitoraggio?

Solo indirettamente, come calo di produzione della stringa. La termografia permette di individuare il modulo preciso.

Serve per la garanzia?

Un report con foto termiche e visibili può essere allegato alla richiesta al produttore, come è stato fatto in un nostro caso a Pisa.